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Archivio per la categoria ‘Storie’

Laicità dello stato un cazzo: Il peso di una pillola.

7 aprile 2010 Jojo Nessun commento

Ru486Dopo la nostra piccola Nike di Samotracia, la vittoria (o sconfitta come vi pare) mutilata alle regionali ora paghiamo il conto.
Non mi prolungherò su conti percentuali e particolarità di una campagna elettorale di sinistra debole se non assente, o sul perché i voti si definiscano rubati (Bresso in Piemonte accusa, o meglio incolpa, Grillo per la sua sconfitta, e a sua volta Grillo, più per satira che per altro, le rimbalza l’accusa come ad un tavolo da ping pong…. e guarda caso, il tavolo da gioco è, ahinoi, verde, come la cravatta di Cota, il reggente del regno degli ignoranti moralisti) o di come sto cetriolo passi di culo in culo e finisca sempre in culo a noi. Pace.
Appena entrato nell’ottica di un potere più ampio, come fanno i babbuini, Cota si è già messo a urlare per rivendicare le banane e le femmine del suo territorio, ci manca solo che cachi in giro e faccia a botte con gli arditi giovani del branco e poi lo rimettiamo sugli alberi.

La prima minchiata moralista che è stato in grado di vomitare: la pillola Ru486 non s’ha da fare, insieme al degno compare a capo della regione veneta. Bene, non pensiamo al fatto che gli italiani non riescano a guardare più in là del loro naso, o di rete4 come vi pare, e che la gente mediamente consideri Forum un ottimo format, Sgarbi un grande e sapiente interlocutore, e Berlusconi un buon presidente… mi sembra che tutto si spieghi da sé.
Parliamo adesso, in poche righe e male, dell’aborto. Mi rendo conto che per rendere leggibile questa mia, sarà necessario tagliare molto e lavorare sui concetti base, chiedo scusa in anticipo se tralascerò gli aspetti puramente legislativi per dare spazio agli aspetti etici di una vicenda che rischia di portarci indietro di migliaia di anni… avete presente l’inizio di “2001 odissea nello spazio”? Ecco trogloditi che battono femori a terra.
Circa vent’anni fa, la pillola Ru486 fece il suo ingresso nelle cliniche di sperimentazione di tutto il mondo civilizzato, donando alle donne che per varie ragioni non volessero portare avanti una gravidanza inaspettata o indesiderata, un metodo più efficace e meno invasivo del cosiddetto “raschiamento”, cioè la pratica che è ancora oggi la più efficace tra le tecniche chirurgiche per interrompere una gravidanza. Messo in chiaro che io sono un uomo, e quindi, parlando da ignorante in materia, non posso nemmeno immaginare cosa sia, nella più parte dei casi, il percorso di dolorosa scelta di un’interruzione di gravidanza e che cosa questa comporti nella psiche e nel corpo di una donna; diciamo che, a buon senso, protenderei a non aggiungere trauma al trauma se possibile, per quanto per alcune possa essere una scelta facile, per le restanti dev’essere una cosa che non posso immaginare.

E invece no. A vent’anni dalla commercializzazione e dalla sperimentazione della suddetta pillola (che in realtà è una vera e propria terapia di più pillole e una supposta vaginale infine che contiene il vero e proprio agente abortivo) noi ci ritroviamo nel 2010 a dover combattere contro il bigottismo e l’arretratezza di contadini ignoranti che, per tutta risposta sanno dire solo “No”. Agli occhi del mondo, vi sembrerà assurdo, ma siamo ridicoli e sbeffeggiati: una mia amica dal Canada mi fa sapere che loro non ci credono che non abbiamo la pillola abortiva, e ridono quando confessa che è iniziata la sperimentazione due anni fa.
“Noi abbiamo la Chiesa” mi risponde mia madre, e io le rispondo sempre “E io ho le palle in giostra. Chi la spunta?”
Vescovi che mettono becco nelle faccende di stato dichiarando innaturale la legge sull’aborto…. ma scherziamo?
Sapete, mi sembra assurdo, tutto assurdo. Uno Stato laico e una repubblica indipendente sottesi alle parole interpretate della bibbia. Sono sconvolto. Ma di cosa posso realmente sorprendermi?
Un anno fa un vescovo brasiliano, appoggiato dalla SRC (Santa Romana Chiesa), ha scomunicato un medico (e una madre) poiché ha praticato l’aborto ad una ragazzina di dodici anni, interrompendo una gravidanza conseguente ad uno stupro tra le mura domestiche. Ma perché signor vescovo non si sciacqua la bocca col sapone?
Scusatemi tanto se non riesco a tenere una linea coerente nel discorso, ma se vedeste la mia faccia adesso, non mi riconoscereste. Ho un peso sull’anima che non potete capire. Come si può negare la crescita naturale e sana di una bambina costringendola a portare a termine una faticosa e pericolosa gravidanza per la quale il suo corpo non è in realtà pronto e maturo? Come potrebbe la ragazza recuperare e ricomporre un “sé” sano dopo i mille traumi, con davanti il frutto di quella violenza incestuosa che ogni giorno le si aggrappa al seno? Che madre poi sarebbe, una donna che potrebbe non amare il proprio figlio?
Tutti questi dubbi si fugano in un attimo. Bibbia, dottrina, Chiesa, Signore, no. Parola di santa Romana Chiesa.
Io non capisco… non posso comprendere. Come si può oggi minimamente pensare di dover costringere le donne ad un iter scoraggiante. Mi sa che ritorneremo all’aborto clandestino con erbe e impacchi, con uncini ed aghi, veleni e immonde pratiche casalinghe, perché è questo che causa l’ignoranza: violenza.
Vi rimando ad un altro articolo, di qualche anno fa, sulle alternative alla Ru486: http://www.lucacoscioni.it/cytotec_legittima_difesa

Vostro

Jojo

Chi Non Ha Peccato Scagli Il Primo Duomo

15 dicembre 2009 Jojo 10 commenti

duomo Devo dirvi la verità, mi sono sorpreso di me stesso. Il gesto di Tartaglia mi ha impressionato non per coraggio, originalità o altro. Mi ha impressionato per volgarità. Mentirei se vi dicessi che sulle prime non ho riso come un dannato, che non ho provato un dolcissimo e gusto sadico e un po’ di soddisfazione. Ma purtroppo ho una coscienza, e questa a volte, mi fa riflettere su alcune cosette.

Mi dispiace se alcuni di voi rimarranno delusi dalle mie parole, il mio odio per mr.B rimane immutato, ma ciò che è successo non ha aiutato nessuno. Bush schivò le scarpe. B non ha abbastanza superpoteri. Anche io ho voglia di spaccargli quel faccione da cazzo, chi non ce l’ha? Chi con un minimo di cervello riesce ad apprezzare un uomo che usa il proprio potere per evitare processi come Neo evitava le pallottole in Matrix? Chi con un po’ di coscienza politica non prova disgusto di fronte ai suoi atteggiamenti da buffone di corte? Spero pochi se non nessuno.
Ciò che è accaduto, però, è decisamente fuori dalle mie corde. Non solo per l’efferatezza del gesto, ma perché, per esasperazione indubbiamente, un uomo ha tirato in faccia a un settantenne un pesante oggetto contundente, spaccandogli denti e naso. A me non è sembrato proprio il massimo. Poi ognuno la pensi come vuole. Secondo poi, è inammissibile che in una democrazia, per quanto finta nel nostro caso, si cerchi di lapidare il Presidente del Consiglio. Fai una manifestazione piuttosto, insultalo, urlagli quel diavolo che ti pare, ma non puoi permetterti di scagliarli in faccia qualcosa. Non prendetemi per reazionario, vi prego, ma è che a me certe cose non piacciono proprio. Poi Tarty rovinarti la vita per dare la caccia ai vermi non serve a un cazzo.
Appena scoccato il duomo, Di Pietro si fa il pezzo che speravo nessun oppositore facesse mai, appoggiare, seppur velatamente, il gesto. Costernato. Passati tutti immediatamente dalla parte dei boia. Già perché se io stesso non so se esserne appagato e soddisfatto, o inorridito e disgustato speravo che almeno una rilevanza poltica, faccesse le giusta scelta di tacere.
Analizziamo la situazione adesso.

B. è in ospedale, dichiarando la propria via crucis, lui eletto e condannato ad una vita di stenti, tutto questo lo ha reso supermartire, unto e bisunto, capro espiatorio delle frustrazioni della sinistra comunista che lavora contro la democrazia. “Perché tutti mi odiano così?” ha chiesto dall’ospedale. Perché sei un porco ignorante e sei stronzo, rispondo io. E vabbè è da mo’ he dice ste stronzate. Ma adesso amici miei viene il bello. L’oscuramento di internet. FInalmente abbiamo dato al governo la possibilità di testare la task force che controlla la rete. Le forze dell’ordine e gli scagnozzi d B. che lavorano sul web, stanno trasformando tutti gli articoli in merito ai fatti del 13/12/2009, i gruppi su facebook, i blog, in didascalie autocelebrative pro-mr. B, e tutti urlano alla violazione della privacy, ma miei cari, sapete qual è il bello del pacchetto sicurezza? Che non esiste privacy se si tratta di sicurezza di stato e che non ci si può appellare a un beneamato cazzo. Voi mandate pure la lettera al garante, denunciate senza indugio alcuno la violazione, non faranno niente, perché si sa, qui in italia, la privacy è una questione che riguarda solo le mignotte del presidente.
Riprendendo le redini un secondo, questo da me conannato gesto alla fine fa uscire fuori la vera natura di questo governo e dei suoi intenti repressivi, e delle forze dell’ordine che sempre più spesso anelano potere esecutivo, nonostante già ne abbiano moltissimo e ne abusino in modo spropositato. Da molto tempo ormai non è più una lotta politica, etica o economica, è una questione di potere, pura e semplice. Ma penso che se si regredisce alla violenza pura e non alla violenza come autodifesa, si cada in una spirale che non aiuterà nessuno. Perché l’importante rimarra chi ferisce chi e non il perché lo abbia fatto. Perché daremo sempre un motivo all’anti-somossa per caricare, e le ambulanze copriranno di nuovo il suono delle autipattuglie come negli anni ’60.

Alla fine non tutto il male vien per nuocere, se le coscienze si sveglieranno.

Tarty, se l’avessi ucciso, avresti fatto meno danno.

Non ci resta che lottare.

vostro Jojo.

La fabbrica della morte

2 dicembre 2009 ilaria Nessun commento

morti-bianche Nuovo incidente sul lavoro in uno stabilimento della Thyssen. Un operaio di 31 anni, secondo quanto si apprende da fonti dei vigili del fuoco, è morto in seguito ad un incidente verificatosi nel centro movimento acidi dello stabilimento di Terni.

L’operaio, secondo le prime informazioni, sarebbe morto in seguito alle esalazioni di vapori di acido cloridico. Nell’incidente sono rimasti intossicati anche altri due operai ma le loro condizioni non sarebbero gravi.

L’ operaio era addetto ai «servizi ausiliari» della Tk-Ast. L’ incidente è avvenuto all’ interno dell’ area «Pix due» verso mezzogiorno. Subito soccorso è stato trasportato in ospedale ma al suo arrivo i medici non hanno potuto che constatarne la morte.

I lavoratori della Tk-Ast hanno reagito alla notizia dell’ infortunio mortale in fabbrica con uno sciopero spontaneo di due ore e poi sono usciti dallo
stabilimento bloccando il traffico. Lo sciopero, che è stato sostenuto dai sindacati dei metalmeccanici, è durato dalle 14 alle 16. Mentre era in corso circa 300 operai sono usciti bloccando il traffico in Viale Brin, davanti allo stabilimento. I vigili urbani hanno
provveduto ad istituire deviazioni e la protesta si è conclusa pacificamente.

«Un ennesimo morto sul lavoro oggi a Terni, ancora una volta alla Thyssen. Un altro giovane lavoratore stasera non tornerà a casa mentre altri due sono ricoverati in ospedale. A loro e ai loro cari esprimiamo la vicinanza della Cgil». È quanto afferma in una nota la segretaria confederale dell’organizzazione sindacale, Paola Agnello Modica. Quanto avvenuto oggi, rileva l’esponente della Cgil, dimostra, se ce ne fosse stato bisogno, che la situazione delle condizioni concrete di lavoro sono ben lungi dall’essere
quanto meno accettabili, alla Thyssen e non solo».

Per Agnello Modica, inoltre, «bene hanno fatto i lavoratori ad uscire subito dalla fabbrica in segno di protesta e di solidarietà. La Cgil, insieme alla Fiom, continuerà a essere vicina ai lavoratori della Thyssen e a lottare – conclude – per ottenere ovunque e sempre la salvaguardia psicofisica di chi lavora per vivere».

La notizia dell’incidente allo stabilimento della Thyssen di Terni è giunta a Perugia, nel corso della seduta del consiglio regionale che ha subito osservato un minuto di silenzio. A nome dell’assemblea, il presidente Bracco ha espresso «il più vivo cordoglio e la piena solidarietà e vicinanza alle famiglie delle vittime, ai lavoratori della Thyssen e alla città di Terni».

«Esprimo dolore e rabbia per il nuovo, tragico incidente sul lavoro alla Thyssen Krupp acciai speciali di Terni, che è costato la vita a un giovane lavoratore e che ha visto feriti due suoi colleghi attualmente in ospedale». Lo dichiara il deputato umbro del Pd Walter Verini.

«Siamo innanzitutto vicini alla famiglia del giovane, esprimiamo solidarietà ai lavoratori feriti, a tutti i loro colleghi di lavoro e al tempo stesso – ha proseguito il parlamentare – denunciamo come non si faccia ancor abbastanza per prevenire queste tragedie».

«La settimana scorsa eravamo a Spoleto, vicini ai familiari delle vittime della tragedia alla Umbria Oli. Oggi, un’altra vita è stata spezzata e questa tragedia rende ancora più urgente – conclude Verini – l’impegno di tutti perchè l’Italia divenga finalmente un
Paese civile dove uscire di casa la mattina per andare a svolgere certi lavori non sia più un inconcepibile rischio».

l’Unita’

Serantini come Stefano Cucchi

29 novembre 2009 ilaria Nessun commento

carcere Sarebbe oggi vicino ai sessant’anni. Era nato a Cagliari il 16 luglio 1951, morì a Pisa il 7 maggio del 1972, dopo lunga agonia, ammazzato dai colpi di manganello, dai pugni, dai calci di alcuni agenti della Celere di Roma, dall’indifferenza di medici, carcerieri, magistrati… «Il posto dove fu colpito a morte è sul Lungarno Gambacorti di Pisa, tra via Toselli e la via Mazzini…». Così comincia il libro di Corrado Stajano, «Il sovversivo», dove si racconta «vita e morte dell’anarchico Serantini». Riletto quasi trentacinque anni dopo la pubblicazione e trentasette dopo quei fatti di Pisa dà la sensazione tremenda di una cronaca d’oggi o solo di pochi mesi fa: sembra d’essere a Genova nei giorni del G8, Franco Serantini pare Federico Aldrovandi o assomiglia, ancora più vicino a noi, a Stefano Cucchi.

«Una morte questa di Stefano – dice ora Corrado Stajano – che sarebbe passata nel silenzio, se non ci fosse stata una sorella combattiva, se non ci fosse stata quella famiglia che ha avuto il coraggio di opporsi. Contro la verità, mi pare d’assistere a storie, che ho già vissuto, di deviazioni e di bugie». La morte di Serantini non passò sotto silenzio. Ai suoi funerali (e sono tra le pagine più belle e commoventi del libro), il 9 maggio, un fiume di gente. I detenuti del carcere Don Bosco, dove Serantini aveva trascorso le ultime ore, inviarono un mazzo di margherite. Franco Serantini era nato senza famiglia, abbandonato in un brefotrofio. Fu dato in affidamento a una famiglia siciliana, visse in istituto a Cagliari. Quando arrivò ai diciassette anni, un’esistenza di solitudine, decisero che si rendeva utile il ricovero in riformatorio. Serantini era soltanto chiuso di carattere, soffriva l’autorità (o l’autoritarismo), ma non aveva mai commesso un reato: tuttavia fu così destinato… Serantini giunse a Firenze (all’Istituto di osservazione per i minori scoprirono che il suo quoziente di intelligenza era 1,02, quando la media è di 0,70), venne dirottato al centro di rieducazione maschile Pietro Thouar di Pisa, in semilibertà: di giorno poteva uscire. Il riformatorio è la via della maledizione: Serantini si salvò.

Era il Sessantotto quando Serantini arrivò a Pisa. Si lasciò prendere dalla politica, cominciò a partecipare alle assemblee degli studenti, trovò persino un lavoro. Prese la licenza media e cominciò a frequentare un istituto professionale. Divenne anarchico. A Pisa giravano squadracce fasciste: le aggressioni si ripetevano, ma la polizia caricava gli antifascisti, quando protestavano. La politica nelle strade era anche questa. A Roma, al governo si era esaurita l’esperienza del centrosinistra, le elezioni furono indette per il maggio dell’anno successivo, il 1972. Il 5 maggio Giuseppe Niccolai, deputato missino, avrebbe parlato in Largo Ciro Menotti, nonostante le tensioni alle stelle di quei giorni. Per quella giornata arrivarono a Pisa rinforzi di polizia, anche ottocento agenti del I Raggruppamento celere da Roma. Più cinquecento carabinieri, più cento carabinieri paracadutisti, più i reparti della ps di stanza in città. Che fu una città sotto assedio, che mi ricorda Genova. «Mi immagino – racconta Corrado Stajano – Serantini solo in mezzo alla strada. Questo dicono tutte le testimonianze. Solo e inerme in Lungarno Gambarcorti. Sarebbe potuto fuggire come gli altri quando la polizia aveva sfondato la barricata.

Ma non si mosse, invece. Invece lo assalì un nugolo di agenti, che lo massacrarono di botte, con ferocia, con crudeltà. Un ragazzo che non aveva alzato neppure una mano…». A Pisa qualcuno tentò di intervenire. Il commissario Pironomonte cercò con l’arresto di sottrarre Serantini alla furia degli agenti e pochi giorni dopo si dimise. Fu un’eccezione. Ma gli altri. Gli altri… Non solo i poliziotti che picchiarono. Anche il medico che visitò Serantini all’ingresso in carcere e che non ordinò il ricovero di un ragazzo che non si reggeva in piedi con la testa sfondata, il magistrato che continuò a interrogarlo in quelle condizioni, i secondini che non intervennero malgrado i richiami del compagno di cella di Serantini. Sta di fatto che tutto si ingarbugliò tra reticenze, bugie, conflitti giudiziari, quando avocazioni e trasferimenti di magistrati intervennero pesantemente sull’inchiesta. «In questo senso credo che Serantini sia stato ucciso due volte: una dalla polizia, la seconda dalle istituzioni che non gli hanno reso giustizia. Con un bravo giudice istruttore, Paolo Funaioli, in conflitto con il procuratore generale di Firenze, Calamari, che io definisco un personaggio da vetrata medioevale. Sarebbe bastato leggere le perizie medico legali…». L’ex democristiano Giovanardi ha detto che Stefano Cucchi è morto perché era drogato e anoressico. «I periti scrissero che Franco era portatore di una voluminosa milza, da bambino aveva avuto la malaria, aveva le ossa della testa più sottili del normale e quindi aveva una minore resistenza ai colpi».
29 novembre 2009

Oreste Pivetta-L’unita’

Diritto Di Legittima Offesa

13 ottobre 2009 Jojo 1 commento

opusdeiPer introdurre: «La disposizione viola il principio di uguaglianza sancito dall’articolo 3 della Costituzione con riferimento al canone della ragionevolezza in quanto l’inserimento tra le circostanze aggravanti comuni previste dall’articolo 61 del Codice Penale della circostanza di aver commesso il fatto per finalità inerenti all’orientamento sessuale ricomprende qualunque orientamento ivi compresi incesto, pedofilia, zoofilia, sadismo, necrofilia, masochismo ecc.» A farmi dare del pedofilo oramai mi sono quasi abituato. Ma del necrofilo non me l’aveva mai dato nessuno!

Eccoci qua. Grazie per avere, come sempre, parteggiato per noi, cara Binetti. La tua bocca avida di cristianità ha di nuovo sentenziato. Tutto è come ieri, anzi peggio. Molti parlano del tuo fervente spirito cattolico che mal si sposa con la definizione di “donna di sinistra”, ma non importa, in Italia l’incoerenza non è una moda, è savoir-faire. Ah, il caro vecchio catto-comunismo.. mi sembra fossero gli anni ’50… un vero adorabile cancro sociale, ma che ci vuoi fare, la DC è come l’AIDS, se la conosci la eviti ma se te la prendi ci muori.

Vogliamo occuparci oggi non tanto del cilicio che porti alla gamba per ricordarti la sofferenza di uno che hanno crocefisso come altri migliaia durante l’epoca romana in galilea, ma della lametta che Dio stesso si è ben premurato di infilarti nella vagina alla nascita. Mi spiace sembrarti volgare, notoriamente, in occasioni formali come una lettera aperta che non leggerai, sono considerato un Signore. Non il Signore che intendi tu, ovviamente, mia cara.

Poco fa leggendo di come le cose siano andate in riferimento alla proposta di legge dell’aggravante che penalizzi il reato di aggressione se questo è a stampo omofobico, mi stavo chiedendo: ma tu nel PD che ca**o ci stai facendo? Perdona il censurato francesismo. Con la tua assenza strategica hai salvato il governo Berlusconi sul vergognoso scudo fiscale. Ti opponi a qualsiasi dibattito in campo bioetico. Definisci gli omosessuali dei malati e, dulcis in fundo, hai votato con PDL e UDC all’emendamento contro l’omofobia.

Bhè ecco, io penso che tu sia…. bhé lo dico: hai presente quel programma dove un gruppo di patinati sconosciuti vengono mandati in esotici posti per vincere delle prove e dei soldi, ma in mezzo al gruppo c’è uno che rema contro mettendo zizzania e boicottando in segreto gli altri? Ecco ti sei trovata: per me sei la Talpa. Sei tu! Dov’è il televoto? Non c’è un numero 164XX dove mandare un messaggio e dirlo a tutti che te ce mandino? Ti ho scoperta… perché non lasci il partito e ti dai alla vita ecclesiastica? Almeno li troverai delle generose e benevoli consorelle orsoline pronte a sfilarti la scopa che ti hanno infilato nel c**o. Perdo di classe lo so. Pazienza. Tutti se la prendono con il parlamento ed io, invece me la prendo proprio con te. Non tanto per il fatto in sé, quanto proprio personalmente, perché io odio le persone indottrinate. Odio le persone che non sono in grado di vedere nulla al di fuori della propria inettitudine alla vita, odio le persone che non celebrano un dio ma lo compiangono e ne dipendono tutta la vita.

Amica Paola… Santa Paola… Ecco un buon esempio da seguire! La tua omonima suggerisce suggestive mete: morì a Betlemme nel 406, era una cristiana perfetta, fondò addirittura una comunità e fece costruire una basilica in Terra Santa. Segui il suo esempio Paola, e va’ madre nostra dal capello niveo e muori anche tu a Betlemme, fa’ m po’ come te pare basta che te levi dalle palle che adesso hai proprio rotto.

Dio non depenalizza l’omosessualità, ben sappiamo leggendo l’antico testamento, ma qua dio non c’è, qui abbiamo altro, qui abbiamo l’uomo, il suo lume, la sua scaltrezza ed il suo genio. Il suo essere abbietto volgare ed assassino ed il suo essere generoso, malizioso e innocente. Ma soprattutto qui abbiamo l’ONU che ha chiesto di depenalizzare l’omosessualità nel mondo, ma voi, cattolici ferventi, in preda al fuoco della passione, mistici compassionevoli e generosi, vi siete giustamente opposti. Perché rendere vittime persone che non lo sono? “Persone” a mia definizione, ovviamente, tu potrai chiamarli pederasti o meglio, sodomiti. In Iran fanno feste grandiose, migliaia di gay-pride ogni anno, meglio della spagna! Fanno poi a gara a vedere chi resiste di più appeso per il collo alla forca. Non c’è bisogno di depenalizzare un bel nulla, avete ragione, è lo sport nazionale. Dio odia il delitto e non chi lo commette, per questo ha maledetto Caino 77 volte. Perché è un dio buono. Per questo ha detto “ Se due uomini giacciono commettendo abominio, allora tu li lapiderai…” Ma no… Ma no hai ragione! Non stigmatizziamo, per piacere la società cristiana, per questo, no, sappiamo bene che fa di peggio. In tutta Europa esiste una legge anti-omofobia, e quando spunta l’occasione di civilizzare… che? davero davero volemo unrci a tutto er cocuzzaro? Ma no! Ma che ce frega!

Ora, dando tregua al tuo efferato orgoglio e alla tua fede, che non praticando io non attacco se non raramente, parliamo dell’oggi. Non ti è venuto in mente, per caso, che se questa ondata di violenza ha raggiunto eccessi mica da ridere, perché legittimati dalla vittoria della destra a capo del governo, ora si sentirà addirittura giustificata per ciò che ha fatto dal risultato di questa votazione? Siamo tutti uguali solo finché cristiani, bianchi ed eterosessuali? I miei diritti identificano la mia vita sociale. Se non ho diritti, dunque, ho solo doveri? Ti pago le tasse per farmi picchiare e sentirmi dire dal poliziotto “Si, però voi ve la siete cercata” mentre mi sanguina il naso? Stavo solo passeggiando mano nella mano con il mio compagno alle 8 di sera in via Garibaldi, e non accoppiandomi selvaggiamente sdraiato per lungo in chiesa. Il mio destino è vivere nascosto? La mia redenzione è forse questa? Io non credo. Non mi zittirai. Non mi zittirà nessuno. Non questa volta.

Cara Paola, ha il mio odio. Hai vinto tu, perché adesso hai davvero un nemico giurato, ora hai davvero un demone contro. Perché anche se dalla tua piccolezza non te ne accorgi, sappi che hai sancito e siglato un pieno Diritto alla Legittima Offesa.

Con immenso disgusto,

tuo Jojo