Laicità dello stato un cazzo: Il peso di una pillola.
Dopo la nostra piccola Nike di Samotracia, la vittoria (o sconfitta come vi pare) mutilata alle regionali ora paghiamo il conto.
Non mi prolungherò su conti percentuali e particolarità di una campagna elettorale di sinistra debole se non assente, o sul perché i voti si definiscano rubati (Bresso in Piemonte accusa, o meglio incolpa, Grillo per la sua sconfitta, e a sua volta Grillo, più per satira che per altro, le rimbalza l’accusa come ad un tavolo da ping pong…. e guarda caso, il tavolo da gioco è, ahinoi, verde, come la cravatta di Cota, il reggente del regno degli ignoranti moralisti) o di come sto cetriolo passi di culo in culo e finisca sempre in culo a noi. Pace.
Appena entrato nell’ottica di un potere più ampio, come fanno i babbuini, Cota si è già messo a urlare per rivendicare le banane e le femmine del suo territorio, ci manca solo che cachi in giro e faccia a botte con gli arditi giovani del branco e poi lo rimettiamo sugli alberi.
La prima minchiata moralista che è stato in grado di vomitare: la pillola Ru486 non s’ha da fare, insieme al degno compare a capo della regione veneta. Bene, non pensiamo al fatto che gli italiani non riescano a guardare più in là del loro naso, o di rete4 come vi pare, e che la gente mediamente consideri Forum un ottimo format, Sgarbi un grande e sapiente interlocutore, e Berlusconi un buon presidente… mi sembra che tutto si spieghi da sé.
Parliamo adesso, in poche righe e male, dell’aborto. Mi rendo conto che per rendere leggibile questa mia, sarà necessario tagliare molto e lavorare sui concetti base, chiedo scusa in anticipo se tralascerò gli aspetti puramente legislativi per dare spazio agli aspetti etici di una vicenda che rischia di portarci indietro di migliaia di anni… avete presente l’inizio di “2001 odissea nello spazio”? Ecco trogloditi che battono femori a terra.
Circa vent’anni fa, la pillola Ru486 fece il suo ingresso nelle cliniche di sperimentazione di tutto il mondo civilizzato, donando alle donne che per varie ragioni non volessero portare avanti una gravidanza inaspettata o indesiderata, un metodo più efficace e meno invasivo del cosiddetto “raschiamento”, cioè la pratica che è ancora oggi la più efficace tra le tecniche chirurgiche per interrompere una gravidanza. Messo in chiaro che io sono un uomo, e quindi, parlando da ignorante in materia, non posso nemmeno immaginare cosa sia, nella più parte dei casi, il percorso di dolorosa scelta di un’interruzione di gravidanza e che cosa questa comporti nella psiche e nel corpo di una donna; diciamo che, a buon senso, protenderei a non aggiungere trauma al trauma se possibile, per quanto per alcune possa essere una scelta facile, per le restanti dev’essere una cosa che non posso immaginare.
E invece no. A vent’anni dalla commercializzazione e dalla sperimentazione della suddetta pillola (che in realtà è una vera e propria terapia di più pillole e una supposta vaginale infine che contiene il vero e proprio agente abortivo) noi ci ritroviamo nel 2010 a dover combattere contro il bigottismo e l’arretratezza di contadini ignoranti che, per tutta risposta sanno dire solo “No”. Agli occhi del mondo, vi sembrerà assurdo, ma siamo ridicoli e sbeffeggiati: una mia amica dal Canada mi fa sapere che loro non ci credono che non abbiamo la pillola abortiva, e ridono quando confessa che è iniziata la sperimentazione due anni fa.
“Noi abbiamo la Chiesa” mi risponde mia madre, e io le rispondo sempre “E io ho le palle in giostra. Chi la spunta?”
Vescovi che mettono becco nelle faccende di stato dichiarando innaturale la legge sull’aborto…. ma scherziamo?
Sapete, mi sembra assurdo, tutto assurdo. Uno Stato laico e una repubblica indipendente sottesi alle parole interpretate della bibbia. Sono sconvolto. Ma di cosa posso realmente sorprendermi?
Un anno fa un vescovo brasiliano, appoggiato dalla SRC (Santa Romana Chiesa), ha scomunicato un medico (e una madre) poiché ha praticato l’aborto ad una ragazzina di dodici anni, interrompendo una gravidanza conseguente ad uno stupro tra le mura domestiche. Ma perché signor vescovo non si sciacqua la bocca col sapone?
Scusatemi tanto se non riesco a tenere una linea coerente nel discorso, ma se vedeste la mia faccia adesso, non mi riconoscereste. Ho un peso sull’anima che non potete capire. Come si può negare la crescita naturale e sana di una bambina costringendola a portare a termine una faticosa e pericolosa gravidanza per la quale il suo corpo non è in realtà pronto e maturo? Come potrebbe la ragazza recuperare e ricomporre un “sé” sano dopo i mille traumi, con davanti il frutto di quella violenza incestuosa che ogni giorno le si aggrappa al seno? Che madre poi sarebbe, una donna che potrebbe non amare il proprio figlio?
Tutti questi dubbi si fugano in un attimo. Bibbia, dottrina, Chiesa, Signore, no. Parola di santa Romana Chiesa.
Io non capisco… non posso comprendere. Come si può oggi minimamente pensare di dover costringere le donne ad un iter scoraggiante. Mi sa che ritorneremo all’aborto clandestino con erbe e impacchi, con uncini ed aghi, veleni e immonde pratiche casalinghe, perché è questo che causa l’ignoranza: violenza.
Vi rimando ad un altro articolo, di qualche anno fa, sulle alternative alla Ru486: http://www.lucacoscioni.it/cytotec_legittima_difesa
Vostro
Jojo
Devo dirvi la verità, mi sono sorpreso di me stesso. Il gesto di Tartaglia mi ha impressionato non per coraggio, originalità o altro. Mi ha impressionato per volgarità. Mentirei se vi dicessi che sulle prime non ho riso come un dannato, che non ho provato un dolcissimo e gusto sadico e un po’ di soddisfazione. Ma purtroppo ho una coscienza, e questa a volte, mi fa riflettere su alcune cosette.
Nuovo incidente sul lavoro in uno stabilimento della Thyssen. Un operaio di 31 anni, secondo quanto si apprende da fonti dei vigili del fuoco, è morto in seguito ad un incidente verificatosi nel centro movimento acidi dello stabilimento di Terni.
Sarebbe oggi vicino ai sessant’anni. Era nato a Cagliari il 16 luglio 1951, morì a Pisa il 7 maggio del 1972, dopo lunga agonia, ammazzato dai colpi di manganello, dai pugni, dai calci di alcuni agenti della Celere di Roma, dall’indifferenza di medici, carcerieri, magistrati… «Il posto dove fu colpito a morte è sul Lungarno Gambacorti di Pisa, tra via Toselli e la via Mazzini…». Così comincia il libro di Corrado Stajano, «Il sovversivo», dove si racconta «vita e morte dell’anarchico Serantini». Riletto quasi trentacinque anni dopo la pubblicazione e trentasette dopo quei fatti di Pisa dà la sensazione tremenda di una cronaca d’oggi o solo di pochi mesi fa: sembra d’essere a Genova nei giorni del G8, Franco Serantini pare Federico Aldrovandi o assomiglia, ancora più vicino a noi, a Stefano Cucchi.
Per introdurre: «La disposizione viola il principio di uguaglianza sancito dall’articolo 3 della Costituzione con riferimento al canone della ragionevolezza in quanto l’inserimento tra le circostanze aggravanti comuni previste dall’articolo 61 del Codice Penale della circostanza di aver commesso il fatto per finalità inerenti all’orientamento sessuale ricomprende qualunque orientamento ivi compresi incesto, pedofilia, zoofilia, sadismo, necrofilia, masochismo ecc.» A farmi dare del pedofilo oramai mi sono quasi abituato. Ma del necrofilo non me l’aveva mai dato nessuno!