Archivio

Archivio per la categoria ‘Politica’

“la verità che mi ritrovo nella tasca” cit.

4 agosto 2010 Paola Nessun commento

La paura tutta italiana che mi disdegna di più è la paura del cambiamento.La maggior parte di noi, davanti a una margherita con mozzarella di bufala a 4 euro, resta sulla fiordilatte, meglio. E ditemi di no! Maledetti viziosi tradizionalisti.

E così facciamo per la politica, anche avessimo una succulenta alternativa, la maggior parte dell’Italia di principio, la troveremmo legata alla stessa minestra destroide riscaldata e riproposta come il piatto del giorno a cui non si può rinunciare.

Accenno ai recenti casi berlusca-escort-marrazzo-trans; grazie al nostro sceneggiare la vita politica, queste ridicolezze sono diventate l’emblema sociale caratterizzante della nostra bella e zozza Italia.
Chi di voi non si è chiesto perché? Perché alla luce delle quotidiane scoperte di immoralità del nostro premier, ad esempio, siamo ancora qui a mangiarci le mani, quando scartando le regionali come caramelle rimaniamo attoniti ad assistere alla solita trita e ritrita vittoria politica di una destra che non ci piace, siamo ancora qui a sentire certa gioventù che si arruola alle cravatte verdi, come giovani tedeschi in guerra alle SS.
Perché siamo ancora qui con la nostra fottutissima paura del cambiamento.
Noi che prenotiamo una mezza pensione a Riccione e ci assicuriamo un posto in spiaggia, compriamo la grif per passeggiare in centro, respiriamo la movida romagnola sbadigliando già dopo una pizza, la fiordilatte; neri di sedici ore di abbrustolimento da lettino.
Sognando un giorno a Porto Cervo.

C’est l’Italie (buone vacanze a tutti)

Ti è piaciuto l'articolo? Vota Ok oppure No. Grazie Mille!

Puoi votare l'articolo anche qui, gli articoli precedenti qui.
Categorie:Parole, Pensieri, Politica Tag:

Bologna senza esponenti. E’ questo il problema.

2 agosto 2010 Paola Nessun commento

Sembrerebbe proprio questo il problema, e mentre le Associazioni dei familiari delle vittime delle stragi note del nostro Paese si interrogano sul perché di questa imperdonabile mancanza, la signora Francesca Mambro e Valerio Fioravanti, noti sposini ergastolati per la strage alla stazione di Bologna del 2 agosto 1980 si occupano delle loro domestiche faccende impiegatizie a sostegno della ormai nota non-violenta Emma Bonino.

E già, questo è il problema, Il Governo non c’è mentre l’Italia si chiede ancora se la signora F.M. faccia distesa, occhio attento e determinazione animale, abbia davvero messo Bologna nei suoi “percorsi”; sì, così definisce i pluri omicidi per i quali è stata ergastolata , azioni necessarie a compimento del “percorso” dai NAR perseguito; omicidi per i quali non esistono nella sua coscienza, le parole pentimento, rimorso, rimpianto. D’altronde ditemi voi se suddette parole servono a una segretaria d’azienda; no, naturalmente no.
La ben nota espressione carica di serenità della sua faccia pulita è più che sufficiente per sbrigare pratiche di lista di una candidata di centro, è sufficiente per vivere dignitosamente, per ricordare con onore e esaltazione gli anni di piombo, i “suoi” anni di piombo, è sufficiente per ottenere la semi-libertà(?) per posare per foto ricordo, per andare a fare la spesa ; basta per dimenticare Bologna.
Si la sua faccia a lei basta, a noi no.
C’est L’Italie

Categorie:Politica Tag:

E adesso…?

28 marzo 2010 Norman Nessun commento

CheCazzoSiFa? :D

Categorie:News, Politica Tag: , ,

Genova, G8, Bolzaneto: “fu tortura”. Ma i reati sono prescritti!

7 marzo 2010 ilaria Nessun commento

genova Per la Corte di Appello sono 44 i colpevoli degli orrori di Bolzaneto. A nove anni dai fatti la maggior parte dei reati è prescritta, ma i responsabili pagheranno comunque risarcendo le vittime – per dieci milioni di euro – e con loro dovranno rispondere anche i ministeri di Giustizia, Interno, Difesa. Soddisfazione del Comitato Verità e Giustizia
La tortura ci fu e sono colpevoli in 44 per gli orrori di Bolzaneto. E lo Stato dovrà risarcire le vittime per oltre dieci milioni di euro. La lettura della sentenza d’appello ha visto il ribaltamento del verdetto di primo grado. Anche in quella serata del luglio 2008 il responso fu atteso per una decina di ore e lasciò l’amaro in bocca, alla vigilia del settimo anniversario, l’assoluzione di ben 30 dei 45 imputati. Il reato di “tortura”, non previsto dal nostro codice penale, era stato indirettamente riconosciuto con la condanna a 5 anni per Biagio Antonio Gugliotta, sottufficiale della polizia penitenziaria. Ma dei 76 anni di prigione chiesti dalla procura ne era stato riconosciuto meno di un terzo. A nove anni dai fatti la maggior parte dei reati è prescritta, ma i responsabili pagheranno comunque risarcendo le vittime e con loro dovranno rispondere anche i ministeri di Giustizia, Interno, Difesa. Perché i “torturatori” di Bolzaneto sono poliziotti, ufficiali e carabinieri semplici, generali e guardie penitenziarie, medici e sanitari dell’amministrazione carceraria.

In appello, dunque, sono state inflitte sette condanne a complessivi dieci anni di reclusione nei confronti di quattro guardie carcerarie responsabili di falso – non prescritto – e di tre poliziotti che avevano rinunciato alla prescrizione. I sette condannati sono: il poliziotto, assistente capo, Massimo Luigi Pigozzi (3 anni e 2 mesi) che divaricò le dita di una mano, strappandone i legamenti, a uno dei fermati, gli agenti di polizia penitenziaria Marcello Mulas e Michele Colucci Sabia (1 anno) e il medico Sonia Sciandra (2 anni e 2 mesi). Pene confermate a 1 anno per gli ispettori della Polizia di Stato Matilde Arecco, Paolo Ubaldi e Mario Turco che, al termine della lettura, ha inveito contro i giudici ed è stato accompagnato fuori dall’aula: «È una vergogna. Questa non è giustizia». «Hanno messo tutti nel calderone – ha continuato fuori dall’aula – senza considerare le singole posizioni che erano ben distinte e identificabili nel processo». Turco non ha nascosto le lacrime dopo la conferma della condanna ad un anno di reclusione. «Abbiamo rinunciato alla prescrizione forti della nostra innocenza e alla fine paghiamo per tutti».
Soddisfatti stavolta Haidi e Giuliano Giuliani, Amnesty International e i pubblici ministeri Patrizia Petruzziello e Vittorio Ranieri Miniati per i quali la sentenza potrebbe valere da deterrente in futuro. In aula era presente anche il procuratore generale Luciano Di Noto, ma anche altri pm della procura come Francesco Cardona Albini, Sabrina Monteverde e Gabriella Marino. «Un atto di sostegno – hanno detto – per i nostri colleghi, per tutto il loro lavoro di questi anni». Alla lettura della sentenza avrebbe dovuto essere presente anche l’avvocato Enzo Fragalà, il legale ucciso a colpi di bastone la settimana scorsa all’uscita del suo studio di Palermo. Il legale difendeva due imputati nel processo, due agenti dell’ufficio matricola.
Il comitato “Verità e giustizia”, animato anche dalle vittime delle violenze di quei luglio 2001, ha chiesto la sospensione per tutti gli imputati: “Il messaggio dei giudici d’appello è chiarissimo e dev’essere colto immediatamente dalle istituzioni. Tutti i condannati nelle forze dell’ordine devono essere immediatamente sospesi dagli incarichi, in modo che non abbiano contatti diretti con i cittadini; gli Ordini professionali devono agire sui propri iscritti con la sospensione: non è più possibile restare nel terreno dell’ambiguità. Se buona parte delle pene è caduta in prescrizione è solo perché in Italia non ha una legge sulla tortura (reato che per la sua gravità non prevede prescrizione), nonostante l’Italia si sia impegnata oltre vent’anni fa ad approvarne una. Il Parlamento ora non ha più scuse: la sentenza dimostra che abbiamo assoluto bisogno di quella legge”.
Prossima fermata: la sentenza d’appello per la Diaz. Anche in questo processo la procura ha chiesto condanne per tutti i 27 poliziotti coinvolti nella mattanza. Compresi i pezzi da 90.

Da:Osservatorio sulla repressione

Categorie:News, Politica Tag:

Uganda. Firma la petizione contro la legge anti gay.

21 febbraio 2010 ilaria Nessun commento

Uganda_Gay_Rights Ho appena firmato una petizione per chiedere al governo dell’Uganda di ritirare la proposta anti-gay che punirebbe gli omossessuali con la detenzione – o anche con la pena di morte. Ho pensato che anche tu potresti essere interessato a firmare – abbiamo solo pochi giorni a disposizione. Per ulteriori informazioni puoi leggere qui sotto o puoi firmare la petizione qui:

https://secure.avaaz.org/it/uganda_rights_2/98.php?CLICK_TF_TRACK

Grazie!

———-

Cari amici,

Il Parlamento dell’Uganda si sta preparando ad emanare una legge brutale che punirebbe gli omosessuali con l’arresto – e addirittura con la pena di morte.

Iniziali critiche a livello internazionale hanno spinto il presidente a richiedere una revisione della legge. Ma dopo che lobby di estremisti ben finanziate hanno fatto pressione sembra che la proposta di legge stia per passare — minacciando persecuzioni e pene di morte.

L’opposizione alla proposta di legge sta crescendo, anche da parte della Chiesa Anglicana. Frank Mugisha, difensore dei diritti degli omossessuali scrive che “Questa legge ci metterebbe in serio pericolo. Per favore, firmate la petizione e incoraggiate altri a mettersi dalla nostra parte – se ci sarà una enorme riposta a livello globale, il nostro governo si renderà conto che l’Uganda verrebbe isolata a livello internazionale per questa legge e la boccerebbe.”

Dal momento che la decisione sarà presa nei prossimi giorni, soltanto un’onda di pressione irresistibile a livello internazionale potrebbe salvare la vita di Frank e di molti altri. Diamo vita ad una immensa petizione per fermare questa legge che condannerebbe a morte gli omosessuali — clicca qui per dare il tuo contributo e poi inoltra questa email:

https://secure.avaaz.org/it/uganda_rights_2/98.php?CLICK_TF_TRACK

La petizione verrà consegnata al Presidente Museveni, ai mebri della Comissione di Revisione e alle ambasciate dell’Uganda in tutto il mondo questa settimana prima che sia troppo tardi, e anche ai principali governi donatori.

La proposta di legge prevede che chiunque sia condannato per avere rapporti sessuali con individui dello stesso sesso sia arrestato e impone la pena di morte per i “recidivi”. I membri delle ONG che stanno lavorando per impedire la diffusione dell’AIDS potrebbero essere arrestati fino a 7 anni con l’accusa di “promuovere l’omosessualità”. Anche la gente comune potrebbe rischiare fino a tre anni di prigione per mancata dichiarazione di rapporti omosessuali alla polizia entro le 24 ore!

I difensori della proposta di legge sostengono che questa legge difende la cultura nazionale, ma le maggiori critiche alla legge vengono proprio dall’Uganda. Il Reverendo Canon Gideon Byamugisha – uno fra i tanti che ci hanno scritto – dice:

“Viola la nostra cultura, le nostre tradizioni e valori religiosi che invece ci insegnano a combattere l’intolleranza, l’ingiustizia, l’odio e la violenza. Abbiamo bisogno di leggi che proteggano le persone — non che le umiliino, ridicolizzino, perseguitino e le uccidano in massa.”

Rifiutando questa pericolosa proposta di legge e associandoci alla forte opposizione contro di essa, possiamo contribuire a creare un importante precedente. Aiutiamo tutti insieme i difensori dei diritti umani in Uganda e, fermando questa proposta di legge, salviamo delle vite – firma qui ora, e poi dillo ai tuoi amici e parenti:

https://secure.avaaz.org/it/uganda_rights_2/98.php?CLICK_TF_TRACK

Con speranza e determinazione,

Alice, Ricken, Ben, Paul, Benjamin, Pascal, Raluca, Graziela e tutto il team di Avaaz

FONTI (INGLESE):

Lettera africana diretta al Presidente dell ‘Uganda perchè non approvi la proposta di legge Anti-omossessualità:

http://www.africafiles.org/article.asp?ID=22761

Un capo della Chiesa di Uganda definisce la proposta di legge anti-gay come “genocida”:

http://www.guardian.co.uk/katine/2009/dec/04/gideon-byamugisha-homosexuality-bill

Valutazione dell ‘impatto della Bozza di Legge Ugandese Anti-Omosessualità sui Diritti Umani, di Sylvia Tamale, Preside della Facoltà di Legge presso l ‘Università di Makerere, Uganda:

http://www.zeleza.com/blogging/african-affairs/human-rights-impact-assessment-ugandas-anti-homosexuality-bill-sylvia-tamal

———–

Categorie:News, Politica Tag: , ,