Tempi duri per il “creatore” di Forza Italia. Marcellino Dell’Utri, condannato per… aspetta non ricordo… False fatture, frode fiscale, estorsione, concorso esterno in associazioni mafiose, P3… Bazzecole. Ciò che mi stupisce è la sua indignazione, quando viene contestato (giustamente) a Como.
Andate a leggervi il suo bel wiki che è davvero interessante, poi chiedetevi perchè lo trattano così, povero.
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Cioè, fatemi capire.
Se protesto,sono fuori; se non protesto sono fuori.
Se protesto legittimamente da poter essere dentro-ma sul filo del rasoio-sono fuori lo stesso perchè disgraziatamente un carrello accidentalmente manomesso, impedisce al resto dei lavoratori, che guarda caso proprio in quel momento ritrovano una strana e illuminante ispirazione lavorativa, di continuare la loro catena di montaggio quotidiana.
E’ quel che è successo alla Fiat di Melfi, ma non è finita qui.
In Italia succede che se l’azienda dentro la quale hai manifestato, la Fiat in questo caso, decide che sei servito per decenni, ad esempio, e oggi non servi più perchè manometti carrelli e sei inaffidabile- giudizi senza prove-, sei fuori, e se una sentenza decide legittimamente e inequivocabilmente che invece sei dentro perchè il fatto non sussiste e se sussiste non vuol dire che l’azienda si può prendere la libertà di disintegrare la tua attività lavorativa allora rientri, ma ad aspettarti al varco ci sarà quel po’ di borghesia statale che soffierà animatamente sui tuoi diritti facendo a pezzi anche quel po’ di dignità umana che speri nessuno mai possa arrivare a calpestare.
Insomma, sei sempre fuori.
E succede che, se per grazia divina ricevuta e per il lavoro di qualche buon anima sindacalista, puoi arrivar nuovamente a percepire il tuo stipendio per il tuo lavoro e non per attività di ripiego in una saletta stile reclusione ri-educativa, devi ancora prostrarti ringraziando a vita l’azienda per averti dato questa seconda-e mi raccomando che sia l’ultima-opportunità.
L’opportunità di esercitare un tuo diritto, e quando mai ti ricapiterà un’occasione simile, sei in Italia operaio mica ad Alcatraz.
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Devo ammettere che Feltri ha le palle,
o cercava un lavoretto estivo; mordere le caviglie smilze di un politico anonimo che ci ha regalato sprazzi lontani d’originalità, Gianfranco Fini.
Insomma, il meglio che gli potesse capitare;
è così che la tanto agognata pausa estiva è stata scandita a ritmo di rap-politico; battibecchi giornalistici su un fatto grave, ma non così tanto grave da perderci venti giorni d’agosto. Ma faccian loro, paghiamo abbastanza lo Stato perchè politici e giornalisti ci regalino qualche spettacolino medio, di tanto in tanto.
Neanche a dirlo che mi sarei concentrata su altro, sull’aumento indecente degli anni di marchette per i lavoratori dipendenti, ad esempio; dal 2016 infatti, gli anni di contributi necessari passeranno da 40 a 41, dettagli; la notizia sulla mafia dietro gli immobili di Fini ha tutt’altra importanza per le nostre misere esistenze, ci interessa visceralmente sapere della sua appropriazione abusiva della casa a Montecarlo, noi che a Montecarlo paghiamo regolari affitti, no?^^
D’altronde non vedevamo l’ora di condire le nostre cene estive con le immagini della Carfagna e della Gelmini in tenute svolazzanti da perfette vacanziere, o pics delle vacanze di Casini e famiglia,politici che si spupazzano i figli sotto il sole d’agosto di qualche bella spiaggia italiana, improvvisandosi vecchi lupi di mare.
E noi che misuriamo dalla tv col righello la lungezza delle loro navi che sfrecciano nel mediterraneo, riusciremo così a regalarci un minuto da sogno;
con la pensione che si allontana all’orizzonte e lo yacht sventola bandiera bianca, si lo yacht sventola bandiera bianca…
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Continuiamo pure senza problemi a tenere PAGLIACCI a calpestare ogni forma di educazione e rispetto delle leggi (perchè se non erro l’apologia al fascismo è reato), ovviamente pagata regolarmente da noi che le leggi siamo tenuti a rispettarle. Il nano al suo ingresso prima viene acclamato come il migliore dei pianisti, poi si alza, tende un bel braccio destro verso i suoi e dal palco come cani addestrati si sente un coro che fa più o meno così…
Neanche sotto le ferie si può prendere una boccata d’aria. è un olezzo perpetuo.
Buone vacanze a tutti.
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La paura tutta italiana che mi disdegna di più è la paura del cambiamento.La maggior parte di noi, davanti a una margherita con mozzarella di bufala a 4 euro, resta sulla fiordilatte, meglio. E ditemi di no! Maledetti viziosi tradizionalisti.
E così facciamo per la politica, anche avessimo una succulenta alternativa, la maggior parte dell’Italia di principio, la troveremmo legata alla stessa minestra destroide riscaldata e riproposta come il piatto del giorno a cui non si può rinunciare.
Accenno ai recenti casi berlusca-escort-marrazzo-trans; grazie al nostro sceneggiare la vita politica, queste ridicolezze sono diventate l’emblema sociale caratterizzante della nostra bella e zozza Italia.
Chi di voi non si è chiesto perché? Perché alla luce delle quotidiane scoperte di immoralità del nostro premier, ad esempio, siamo ancora qui a mangiarci le mani, quando scartando le regionali come caramelle rimaniamo attoniti ad assistere alla solita trita e ritrita vittoria politica di una destra che non ci piace, siamo ancora qui a sentire certa gioventù che si arruola alle cravatte verdi, come giovani tedeschi in guerra alle SS.
Perché siamo ancora qui con la nostra fottutissima paura del cambiamento.
Noi che prenotiamo una mezza pensione a Riccione e ci assicuriamo un posto in spiaggia, compriamo la grif per passeggiare in centro, respiriamo la movida romagnola sbadigliando già dopo una pizza, la fiordilatte; neri di sedici ore di abbrustolimento da lettino.
Sognando un giorno a Porto Cervo.
C’est l’Italie (buone vacanze a tutti)
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