There’s No Heroes in War
Non esistono eroi in guerra. Il pompiere sa che si può bruciare, l’imbianchino si macchia, l’elettricista prende la corrente. Quanti altri morti ci deve causare lo stato prima di renderci conto che non si può chiamare “missione di pace” una guerra fatta con armi e morti? beh si, passerò sicuramente come il solito maledetto anticonformista del cazzo, ma io non dimentico i CIRCA 4 MORTI SUL LAVORO AL GIORNO, 1200 ALL’ANNO. Di quelli a giornali e tv del mondo del perbenismo spiccio non interessano, non fanno notizia. Sono morti di serie B.
Tutto si blocca… Le manifestazioni vengono rinviate, funerali di stato, ecc. MA NON VI PREOCCUPATE CARI! MAMMA IPOCRISIA DOMENICA FARÀ GIOCARE COMUNQUE IL CAMPIONATO DI CALCIO!!
L’aria in italia è viziata quanto quella in una fossa biologica, e il “ricavato” è sempre lo stesso. Piangiamo i morti a Kabul di questo 17 settembre, “regalati” dal solito malgoverno che come sempre ne è il mandante, ma ricordiamoci che non sono eroi. Per me l’eroe, quello vero, è sempre il solito italiano medio. Quello che si alza e va a lavorare, paga un affitto, le bollette, la rata della macchina, mantiene la sua famiglia e lo fa con i 1000 euro al mese.
…Lui si che è un eroe.
L’11 Settembre che ormai viene ricordato come l’attacco al cuore dell’America non e’ l’unica cosa che bisognerebbe ricordare quel giorno…
Immaginate un mondo surreale, un mondo con un amore di quelli strani, ma strani davvero! Oppure, immaginate una scatola di ricordi senza prezzo e di ritrovarla dopo 30 o 40 anni.Pensate alla gioia che può dare il piccolo gesto, ogni giorno, come affondare le mani in un sacco di legumi, o che ne so, far rimbalzare i sassi sull’acqua.